Roma, 31 mag. (askanews) – L’Italia è al quarto posto tra i Paesi europei come volume complessivo di trial clinici attivati, dimostrando dunque una elevata attrattività nella ricerca clinica, ma persistono ritardi organizzativi e criticità operative che limitano significativamente la competitività del sistema e la capacità di arruolare pazienti negli studi clinici internazionali: il nostro Paese impiega mediamente 148 giorni per iniziare la fase effettiva di arruolamento, 36 in più rispetto alla Spagna. È quanto emerge dal Rapporto 2025 “Missed Opportunities”, realizzato dal Laboratorio sul Management delle Sperimentazioni Cliniche di ALTEMS (Lab MSC) – Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore nel campus di Roma in collaborazione con Farmindustria e con il contributo non condizionante di sette aziende farmaceutiche partner.

Gli esperti hanno stimato che, mediamente, ogni 2,5 giorni di ritardo corrispondono a un paziente perso per studio; complessivamente questo si traduce nell’arco di 3 anni in 10.540 pazienti in meno arruolati nel nostro paese. Il mancato arruolamento osservato potrebbe aver comportato una perdita potenziale di circa 180 milioni di euro per il Ssn nel triennio 2022-2025.