Quasi un italiano su dieci ha rinunciato nel 2024 a cure di cui aveva bisogno. Non per scelta, ma perché l’attesa era troppo lunga o il costo troppo alto. Secondo la Commissione europea, la quota di cittadini che rinunciano alle cure è salita dal 6,3 per cento del 2019 al 9,9 per cento del 2024: quasi sei milioni di persone. Il problema più evidente, come dicevamo, sono le liste d’attesa, oggi indicate dal 6,8 per cento degli italiani come causa della mancata cura, contro il 2,8 per cento di cinque anni fa. Ma dietro le attese si nasconde una questione più profonda: la crescente difficoltà di accesso al Servizio sanitario nazionale.Sempre più spesso chi può permetterselo si rivolge al privato, mentre chi non dispone delle stesse risorse aspetta o rinuncia. Non a caso la spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie italiane raggiunge il 23,7 per cento del totale, quasi dieci punti sopra la media europea. A pesare sono anche le disuguaglianze territoriali. Il Mezzogiorno continua a registrare maggiori difficoltà nell’erogazione dei servizi, alimentando una mobilità sanitaria che trasferisce pazienti e risorse verso il Centro-Nord. Un divario che si perpetua e che nessuna riforma è ancora riuscita a colmare davvero. Sul sistema grava, inoltre, la carenza di personale. Mancano infermieri, diminuiscono i medici di famiglia, molte specializzazioni restano scoperte. Intanto la popolazione invecchia e aumenta il bisogno di cure continuative e assistenza territoriale. La Commissione europea riconosce gli sforzi avviati con il Pnrr, la riforma dell’assistenza territoriale e il piano sulle liste d’attesa. Ma avverte che gli investimenti da soli non bastano se non vengono accompagnati da una strategia capace di rafforzare il personale, migliorare l’organizzazione e garantire un accesso più equo alle cure. Da una parte, quello della Commissione europea è l’ennesimo riconoscimento di come il sistema sanitario italiano continui a garantire cure di qualità. Al tempo stesso, conferma quanto sia sempre più difficile garantire queste cure a tutti. E quando l’accesso diventa il problema, è il principio stesso di universalità del Servizio sanitario nazionale a essere messo alla prova.
I virus nascosti del sistema sanitario
L’Europa ricorda che le vulnerabilità italiane non riguardano solo le liste d’attesa









