Caricamento player

Nel 2024 quasi 6 milioni di persone, circa un decimo della popolazione italiana, hanno dovuto rinunciare a curarsi perché i tempi di attesa per esami e visite sono troppo lunghi o perché fare i controlli costa troppo.

Dopo la pandemia la quota di popolazione costretta a rinunciare alle cure è sempre cresciuta, ma tra il 2023 e il 2024 l’aumento è stato più marcato rispetto all’andamento degli ultimi anni: nel 2023 le persone che rinunciavano erano il 7,5 per cento del totale, nel 2024 il 9,9. L’aumento è ancora più significativo rispetto al 2019, l’anno che ha preceduto la pandemia, quando la percentuale era al 6,3 per cento.

Secondo medici ed esperti di sanità questo indicatore è molto importante perché più le persone rinunciano a curarsi e più ci saranno conseguenze sulla salute pubblica oltre che sulla tenuta del sistema sanitario, quindi in generale per tutte le italiane e gli italiani.

I dati che raccontano questo fenomeno sono pubblicati ogni anno dall’ISTAT, l’istituto italiano di statistica, e sono il risultato di sondaggi fatti tra un campione robusto della popolazione. Se si osservano i dati più nel dettaglio si scopre che la percentuale di donne che rinuncia alle cure è più alta (11,4 per cento) rispetto a quella degli uomini (8,3 per cento). l divario tra donne e uomini è più evidente nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni, poi si riduce in età più avanzata fino ad annullarsi a partire da 75 anni.