Nel 2024, in base ai dati dell’Istat, una persona su dieci ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria, il 6,8% a causa delle lunghe liste di attesa e il 5,3% per ragioni economiche. E la motivazione relativa alle liste di attesa è cresciuta del 51% rispetto al 2023. Lo evidenzia la Fondazione GIMBE che ha analizzato la rinuncia degli italiani alle prestazioni sanitarie e lo stato di attuazione della nuova Legge sulle liste di attesa a circa un anno dall’entrata in vigore. In pratica, secondo la Fondazione GIMBE, il provvedimento legislativo «non ha ancora prodotto benefici concreti per i cittadini» e, al 10 giugno 2025, «secondo quanto riportato dal Dipartimento per il Programma di Governo, risultano pubblicati in Gazzetta ufficiale solo tre dei sei decreti attuativi previsti».