L’Europa della ricerca oncologica perdere competitività. In 10 anni, gli studi clinici contro il cancro avviati nel continente sono diminuiti del 50%, a fronte di un aumento del 34% registrato in Cina, paese che si conferma sempre più protagonista anche nel campo della ricerca clinica. Diversi i motivi di questo calo di attrattiva delle nazioni europee: dai tempi di approvazione troppo lunghi, al declino degli studi di fase I, fino alla mancanza di risorse e personale dedicato. A sottolineare il problema sono gli esperti riuniti nel “Clinical Research Course”, il corso, giunto alla quarta edizione, che si apre oggi a Roma, organizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) in collaborazione con l’American Society of Clinical Oncology (Asco).

Tumori, oltre 1.100 studi clinici attivi in Italia. Ma metà dei pazienti abbandona i trial

DI IRMA D'ARIA

18 Marzo 2026

I numeri citati dagli esperti offrono un’immagine impietosa del declino della ricerca clinica nel nostro continente: nel 2013 le sperimentazioni europee costituivano il 18% a livello mondiale, e sono scese al 9% nel 2023. Una tendenza che accomuna il Vecchio Continente agli Stati Uniti, dove si è registrata una riduzione del 34% (dal 26% al 17%). Dal 2013 al 2023 la Cina ha mostrato invece un netto incremento nei trial, dall’8% al 29%. Un chiaro cambiamento degli assetti geopolitici della ricerca, che si ripercuote sulla salute dei pazienti europei: i numeri parlano infatti di 60mila europei in meno arruolati nei trial clinici negli ultimi cinque anni (da 286.159 nel 2018 a 226.155 nel 2023).