Non è solo una questione di malattia, cure o innovazione. In Europa, per un paziente oncologico, anche il luogo in cui vive può fare la differenza tra avere accesso a una sperimentazione clinica oppure no. È questa, in sostanza, la “lotteria del CAP” fotografata dal nuovo report della European Society for Medical Oncology (ESMO): una mappa dei trial oncologici che mostra come la ricerca non si distribuisca in modo uniforme, ma segua più spesso la ricchezza dei Paesi e la solidità dei sistemi sanitari che non il peso reale della mortalità per cancro.

L’Europa dei trial è spaccata in due

Il report evidenzia come l’attività dei trial oncologici in Europa non si concentra dove il cancro uccide di più, ma dove ci sono più risorse economiche e maggiore capacità organizzativa. In pratica, la distribuzione degli studi è più strettamente legata alla ricchezza nazionale e alla spesa sanitaria che ai tassi di mortalità oncologica. La fotografia ‘scattata’ in 34 paesi è molto netta. In cima alla classifica del Trial Density Ratio, cioè il numero di trial per 100.000 abitanti, c’è il Belgio con 5,77, seguito dalla Danimarca con 2,8 e dalla Spagna con 1,6. All’opposto, diversi Paesi del Sud-Est europeo, come Albania, Montenegro e Macedonia del Nord, si fermano a livelli vicini allo zero. Anche grandi economie come Germania e Regno Unito risultano sottorappresentate rispetto a popolazione e carico oncologico, con TDR rispettivamente di 0,5 e 0,6.