Il continuo incremento del costo delle terapie oncologiche pone il problema della sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale, che deve garantire l’accesso all’innovazione in tempi brevi: in Italia, nel 2023, la spesa pubblica per i farmaci anti-cancro ha superato 4,7 miliardi di euro, in aumento del 9,6% rispetto al 2022. D’altro canto, è proprio grazie alla ricerca e ai nuovi trattamenti che i tumori fanno meno morti: fra il 2011 e il 2021, nel nostro Paese, i decessi per cancro sono diminuiti del 15%. Un dato che ci pone fra le nazioni virtuose nell’Unione Europea dove, fra il 2020 e il 2025, è stata stimata una diminuzione dei tassi di mortalità del 3,5% negli uomini e dell’1,2% nelle donne. Anche negli Stati Uniti il tasso di mortalità per tumori è calato costantemente sia tra gli uomini che tra le donne dal 2001 al 2022 (in percentuali comprese fra l’1,3% e il 2,1% annuo), anche durante i primi 2 anni della pandemia di Covid-19.
Asco, nel 2024 più di 2 milioni di casi di tumore solo negli Usa. È record
07 Giugno 2024
L’anno dei record
Ed è proprio dagli Stati Uniti, nello specifico dal Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco), in corso a Chicago, che parla Francesco Perrone, Presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom): “Il 2024 è stato un anno record per il numero di nuove terapie in arrivo. L’Agenzia regolatoria europea (Ema), nel 2024 ha espresso parere favorevole per 113 nuovi farmaci. Tra le terapie contenenti nuove sostanze attive, che hanno ricevuto parere favorevole, la quota maggiore, pari al 25%, ha riguardato gli antineoplastici. E sono 112 i nuovi farmaci attesi entro la fine del 2025, al momento al vaglio di Ema. Il 31,6% sono antitumorali. Siamo di fronte a una vera e propria ondata di innovazione, che rappresenta una notizia positiva per i pazienti, ma la spesa deve essere ‘governata’, dando la priorità ai farmaci davvero innovativi, in grado non solo di migliorare la sopravvivenza, ma anche la qualità di vita. I vantaggi sono importanti, dalla riduzione delle ospedalizzazioni al reinserimento dei pazienti nel mondo del lavoro, che possono così contribuire alla crescita economica e sociale del Paese”.







