Se di tumore oggi è possibile guarire è grazie all’innovazione resa possibile dalla ricerca scientifica che oggi mette il turbo anche grazie all’Intelligenza Artificiale. Eppure, dal XXVII Congresso Nazionale Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) in corso a Roma arriva un monito che preoccupa: in Italia, in 15 anni (2009-2023), gli studi clinici no profit, cioè non sponsorizzati dall’industria, sono diminuiti del 57%. Nel 2009 erano il 40,3% del totale delle sperimentazioni, sono calati fino al 17,3% nel 2023. Dati che evidenziano la crisi della ricerca clinica indipendente, in cui l’oncologia svolge un ruolo predominante. Dunque, serve un cambio di passo per sostenere e rilanciare la ricerca indipendente.

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Un Piano nazionale per la ricerca

Al Congresso Aiom, gli oncologi sottolineano che mancano risorse e personale. Devono essere strutturate figure professionali indispensabili, come i coordinatori di ricerca clinica, gli infermieri di ricerca, i biostatistici, gli esperti in revisione di budget e contratti. E vanno eliminati i vincoli burocratici che ritardano i tempi di avvio dei lavori scientifici. “Nel 2023 sono state autorizzate in Italia 611 sperimentazioni cliniche, 212, cioè il 34,7% del totale, riguardavano i tumori, l’area in cui si concentra il maggior numero di trial autorizzati”, afferma Francesco Perrone, presidente Aiom. “Nel 2023 gli studi indipendenti sono tornati a crescere, raggiungendo quota 106 contro i 98 dell’anno precedente. Ma non basta. Il potenziale della ricerca oncologica in Italia è significativo e i nostri studi sono in grado di cambiare la pratica clinica, ma servono più risorse. Il finanziamento in questo settore è, da sempre, sottodimensionato nel nostro Paese, che si colloca agli ultimi posti in Europa per sostegno pubblico. È indispensabile attuare un piano nazionale, che preveda anche l’aumento del personale”.