C’è un dato che racconta più di tanti numeri lo stato della ricerca oncologica in Italia: quasi un paziente su due che entra in uno studio clinico non lo porta a termine. Eppure, il nostro Paese è tra i più avanzati in Europa per numero e qualità delle sperimentazioni. È questo uno dei dati che emergono dal Working Paper “Protagonista della Ricerca. Il Paziente al centro dei trial in oncologia ed emato-oncologia”, presentato a Roma e realizzato da TEHA, società del Gruppo The European House – Ambrosetti con il contributo non condizionante di Amgen. Un documento che mette al centro una sfida cruciale: rendere i pazienti davvero protagonisti della ricerca.
Italia ai vertici della ricerca, ma con forti squilibri
Oggi in Italia sono attivi 1.103 studi clinici sui tumori solidi e del sangue. Un numero che conferma il ruolo del Paese nel panorama europeo, anche alla luce di un contesto epidemiologico sempre più rilevante: 3,7 milioni di persone vivono dopo una neoplasia solida e oltre 500mila convivono con un tumore del sangue. La ricerca, però, non è distribuita in modo uniforme. L’84% delle sperimentazioni coinvolge almeno un centro in Lombardia. Tra le regioni più attive ci sono Emilia-Romagna (56%), Lazio (46%) e Campania (41%). Più dell’80% degli studi riguarda i tumori solidi, con una concentrazione su polmone, mammella, colon-retto e prostata. Il 19% è dedicato invece alle neoplasie ematologiche.






