Nove pazienti oncologici su 10 sono favorevoli all'idea di partecipare ad uno studio clinico di sperimentazione per nuovi farmaci, tuttavia solo il 5% riesce alla fine ad entrare a farvi parte.

Emerge dal Working Paper 'Protagonista della Ricerca.

Il Paziente al centro dei trial in oncologia ed emato-oncologia', realizzato da Teha, società del gruppo The European House Ambrosetti, e presentato a Roma.

"Questo dato - sottolinea Rossana Bubbico di Teha - evidenzia come ci sia oggi tra i pazienti una maggiore sensibilizzazione rispetto alla partecipazione agli studi clinici, tuttavia pesano una serie di fattori che fanno da freno alla reale partecipazione agli studi, dalle difficoltà logistiche e organizzative ai costi". Un freno, rimarca Elisabetta Iannelli, segretaria della Federazione delle organizzazioni di volontariato in oncologia (Favo) e presidente dell'Associazione italiana malati di cancro (Aimac), è però spesso rappresentato "dalla mancanza di una adeguata comunicazione e dalle difficoltà che il paziente incontra anche nel comprendere pienamente le procedure del consenso informato, oltre che alla difficoltà di venire a conoscenza dell'esistenza di studi clinici che possano essere di suo interesse".