Ulas Demir, responsabile turco del ramo italiano del colosso Caddel, indagato per caporalato a Milano nell’ambito dell’inchiesta sulla costruzione del consolato Usa nel capoluogo lombardo, è stato fermato su disposizione del pm Paolo Storarimentre dall’aeroporto di Bergamo stava cercando di partire per Istanbul con un biglietto acquistato il 30 maggio, proprio il giorno dopo il provvedimento che ha commissariato l’azienda statunitense. “Il pericolo di fuga è concreto, chiaro e imminente”, scrive il pm. L’uomo è stato condotto in carcere a Bergamo.

"Chiara volontà di fuggire”: la conversazione con un superiore

"Chiara la volontà di fuggire”, scrivono i magistrati, da parte dell’uomo “indagato per gravi fatti di caporalato”. Il 29 maggio – come si evince dal decreto di fermo - avviene una conversazione tra Demir e un uomo non identificato, secondo i pm un suo superiore. Quest’ultimo dice: “Sto partendo, mi trovo sull’aereo, sta per decollare. Ho parlato con Fra Zafer, ho parlato anche con Can Celiker/Celik, e loro dicono, Fra Zafer dice che se vieni per ferie sarebbe meglio”. Demir risponde: “Va bene. Non sarebbero problemi dopo?”. “Ho parlato anche con Can Celik, loro dicono che così potrebbero esserci più problemi. Mi ha detto che potrebbe essere più problematico se succede nell’altro modo. Quindi qual è la data più vicina in cui puoi farlo? Vedi un attimo e parlane con tua moglie”. Conclude Demir: “Va bene”.