PIANCAVALLO - Che giornata infinita. Ma soprattutto stupenda per migliaia e migliaia di tifosi: resterà nella loro memoria a lungo. Piancavallo ha accolto il Giro d'Italia nel migliore dei modi possibile. I tifosi hanno colorato con maglie rosa, striscioni e bandiere i 14,2 km di salita che portano fino alla località sciistica. L'immenso abbraccio della corsa più attesa dell'anno è cominciato però già diversi giorni prima. E sarebbe stato ancora più forte se non ci fossero stati i molti controlli che già dal venerdì sera, alle 19, avevano chiuso la strada al passaggio delle automobili. Il giorno della gara infatti, l'unico modo per raggiungere il traguardo era andando in bici o con la navetta. Grazie quest'ultima sono pariti migliaia di tifosi, dall'alba fino alle 10.30.
FACCE DA GIRO A dirigere il traffico c'erano gli instancabili alpini, tra cui l'84enne Giuseppe Tassan Viol. «Terminato il servizio dice mi godo la corsa dal divano di casa». Peppino', com'è conosciuto, parlando di giri' ha aggiunto: «Ho fatto 64 volte il giro del mondo: 50 in macchina e 14 in moto. Mio padre, classe 1899, mi ha sempre detto che sono uno fur cul cjaf'». Avvicinadosi all'inizio della salita, man mano il numero di biciclette aumentava. I volti dei moltissimi tifosi, vestiti come i propri beniamini, esprimevano senza ombra di dubbio gioia, ma il sudore che scendeva dalle facce non poteva essere certamente nascosto, la stanchezza della salita si faceva sentire. Il primo ristoro' non poteva che essere del gruppo alpini di Aviano: attrezzaticon gazebo, panche e griglie, hanno addolcito l'aria poco dopo lo Ial; ma dal Bornass in poi il calore della gente ha cominciato a trasmettere scosse elettriche. Man mano che aumentava la quota, di pari passo accrescevano il numero di chioschetti improvvisati per l'occasione. Un tifoso si avvicina alla nostra macchina.«Mi potreste accompagnare fino al 13esimo tornate per piacere? Sono a piedi, ho lassù i miei amici». Impossibile dire di no. Marco Tomasi, 25enne di Conegliano, sale a bordo fino al raggiungimento del punto richiesto. «Oggi sono qui racconta -, ma martedì sarò sul Nevegal per il giro femminile. Mia sorella, Laura, è nella squadra uno X». Neanche il tempo di scendere dall'auto che il gruppo di amici di Marco, arrivati da Pieve di Soligo e accampati dalla sera prima, ci accolgono come se ci conoscessero da sempre, offrendo un buon calice di prosecco. I doveri di cronaca ci fanno però proseguire. Si avvicina mezzogiorno, e l'aria si fa satura di panini con la salsiccia e, allo stesso tempo, scorrono litri di birra. Per ora di pranzo la maggior parte dei tifosi ha raggiunto il proprio posto per assistere al passaggio della gara. C'è chi assapora un panino nei tanti esercizi, chi invece mangia un pasto veloce portato da casa; e ci sono numerosi grigliatori, soprattutto veneti, che vivono la giornata in primis come una festa. I molti ciclisti si distendono per terra ai lati della strada: l'ombra degli alberi e la frescura dell'erba sono il miglior scenario in cui riposare dopo lo sforzo della salita. È la quiete prima del passaggio dei campioni. L'ESPLOSIONE Tutto sembra fermarsi, «liberare la strada: stanno per arrivare». In pochi minuti sfrecciano i campioni, passando nel mezzo di due muri rosa e molto rumorosi: «Alé, Ale, Alè» è il boato che si leva. I corridori proseguono il giro in direzione Barcis, toccando quella strada in cui il 18 novembre 2023 il corpo senza vita di Giulia Cecchettin è stato ritrovato: il Giro ha voluto ricordare quella tragedia. Come ha reso omaggio al ricordo del 50esimo anniversario dal terremoto. Ovunque si poteva leggere l'indelebile frase stampata in ogni friulano: «Il Friuli ringrazia e non dimentica». Neanche il tempo di prendere fiato dopo il primo passaggio, che già il campione danese, Jonas Vingegaard, stacca tutti gli avversari e vola verso il traguardo. E arriva il secondo forte boato. Come si intravede il caschetto rosa, i tifosi scattano come delle molle. Gli applausi però non vengono riservarti solo al vincitore, ma a ogni corridore: forse è questa la magia del ciclismo.















