Aumentano coloro che non si presentano in cabina elettorale. È successo anche in occasione delle recenti elezioni amministrative. Si paga una disaffezione verso la politica che fatica essere decisiva sulle questioni fondamentali del presente. Una marcata assenza a partire dall’intelligenza artificiale affrontata solo da Papa Leone nella sua ultima enciclica ai ritardi dell’Europa a risolvere lo shock energetico. L’opinione di Maurizio Guandalini
Le elezioni comunali hanno confermato il male dell’astensionismo. Che vorrà pur dire qualcosa se corre anche in consultazioni amministrative. Dove, per vicinanza, c’è più diretto coinvolgimento dell’elettore. Manca la politica. Riconoscibile. Di una volta, direbbero i nostalgici.
Solo con una politica peso massimo, di partiti militanti e costruttori si darà priorità alla soluzione dei problemi, si supereranno gli ostacoli. Per il resto la formula che accompagna alla vittoria elettorale è quella di sempre.
La consuetudine persa, in pochi casi rispettata, del prometto e poi mantengo. Che nell’elezione dei sindaci è più visibile. Ma non esaustiva da evitare la solitudine amministrativa. Ragionieristica. Mal corroborata nelle esclusive risposte da dare a tutti i cittadini scavallando i malvisti partiti che in tante liste si nascondono o tolgono proprio il simbolo.










