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Senza nessun passaggio concreto inerente al futuro del Messina, inevitabilmente gli ultimi fotogrammi riportano insistentemente a quel 10 maggio che ha visto i giallorossi pareggiare a Ragusa e retrocedere in Eccellenza ai playout. Tutto tace a livello societario, in attesa che torni in città il presidente Justin Davis e si “partoriscano” finalmente le prime mosse a livello di programmazione, societaria e sportiva. Ambiti che vanno di pari passo, perché il campo va combinato con una assetto forte e coerente, mentre viceversa servono giocatori forti (caratterialmente e tecnicamente) e determinati a raggiungere l’obiettivo. Cioè vincere, al di là di quale sia la categoria.
Aspettando che qualcosa si muova, al di là dei sondaggi e dei nomi (sempre gli stessi) che continuano a circolare per la poltrona di direttore sportivo, è possibile tracciare un bilancio sul rendimento dei calciatori che hanno chiuso in biancoscudato il campionato. Nel quale, giusto ricordarlo, sul campo il Messina in realtà avrebbe conquistato 46 punti ma il -14 non ha permesso di arrivare alla salvezza. Condizionando anche i giudizi complessivi, specie nel girone di ritorno.
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