HomeSpecialiServiziPresto il trasloco fuori diga: "Sarà un’annata positiva"In arrivo gli studi Arpal su Punta Bianca: "Stiamo valutando etichetta ad hoc"Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciNel Golfo della Spezia, la storia della mitilicoltura si intreccia con quella della città, della comunità e del porto, giungendo sino a noi con continuità, tramandando saperi, tecniche e passione. Una realtà che vive del lavoro di 120 persone, tra soci e operatori, che portano avanti questo mestiere a bordo di circa 60 imbarcazioni. Un’economia in piena ripresa, dopo gli anni più bui segnati dalle predazioni delle orate, che nel 2025 ha raggiunto i 20.000 quintali di prodotto annuo. La coesistenza con gli sviluppi dello scalo vicino procede, in particolare, con il piano di trasferimento dei vivai nella perimetrazione fuori diga: un’operazione necessaria per consentire i lavori di dragaggio dei fondali dei bacini portuali e del canale di accesso allo scalo, azzerando di fatto i rischi legati agli scavi. Un accorgimento caldeggiato dagli stessi mitilicoltori "per eliminare ogni possibile pericolo legato alla fuoriuscita di fanghi come nel 2015".
Nel frattempo, si muove sottotraccia il progetto sperimentale volto a replicare al largo di Punta Bianca l’esperienza di un impianto di mitilicoltura. A fare il punto su presente e futuro di questa attività peculiare è Paolo Varrella, presidente della Cooperativa mitilicoltori associati. "Gli spazi fuori diga – spiega Varrella – sono completati e appena otterremo il via libera da parte dell’Adsp del Mar Ligure Orientale avvieremo le procedure di trasferimento del prodotto nelle nuove strutture in coordinamento con le operazioni di dragaggio".









