HomeRavennaCronacaLa nuova frontiera. Il porto punta a diventare uno degli hub delle terre rarePer i materiali fondamentali per microchip, batterie, elettronica, automotive energie rinnovabili e nuove tecnologie. Candidatura con Porto Marghera.Per i materiali fondamentali per microchip, batterie, elettronica, automotive energie rinnovabili e nuove tecnologie. Candidatura con Porto Marghera.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl porto di Ravenna punta a diventare uno degli hub europei delle terre rare e delle materie prime critiche indispensabili per microchip, batterie, elettronica, energie rinnovabili, automotive e nuove tecnologie. Sono elementi centrali nella transizione verso l’energia pulita: basti pensare alle terre rare utilizzate nei motori eolici e dei veicoli elettrici, al litio per le batterie o al silicio impiegato nei pannelli solari. Una partita che l’Unione Europea considera decisiva per ridurre la dipendenza da Paesi come la Cina e rafforzare la propria autonomia industriale ed energetica.

La candidatura ravennate nasce insieme a Porto Marghera per trasformare l’Alto Adriatico in un sistema integrato per il loro approvvigionamento, deposito, trasformazione e riciclo. Un progetto che non significa creare semplicemente un magazzino di stoccaggio, ma costruire una nuova filiera industriale legata all’innovazione e alla ricerca. "L’Unione Europea si è data una nuova strategia sull’autonomia energetica e una parte fondamentale è quella che riguarda le terre rare, sia in un’ottica di approvvigionamento e di deposito, sia anche in un’ottica di economia circolare e quindi di recupero", afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale. Il governatore richiama l’indiscutibile ruolo industriale e logistico di Ravenna, da qui la scelta di sostenere una candidatura condivisa con Venezia-Marghera. "Riteniamo che sia realizzabile un progetto integrato che offra all’Unione Europea un hub per rifornire tutta Europa di componenti essenziali per lo sviluppo tecnologico".