La ricerca: crescono le imprese che “noleggiano“ lo strumento informaticoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciLe Pmi italiane guardano con crescente interesse all’Intelligenza artificiale, ma tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare. Secondo una ricerca condotta da Grenke Italia su un campione di aziende clienti e partner commerciali emerge la distanza tra interesse e applicazione concreta soprattutto quando si osservano gli obiettivi di business: solo il 32% collega già l’AI a risultati concreti come efficienza o crescita, mentre il 35% lo fa solo in parte e un altro 32% non ha ancora stabilito alcun collegamento.
Un altro elemento rilevante riguarda la governance interna. In poco più di quattro aziende su dieci (42%) esiste una figura che guida iniziative legate all’intelligenza artificiale, ma nella maggior parte dei casi queste attività sono gestite senza un coordinamento formale quando addirittura non se ne occupa nessuno.
Il 45% delle imprese ha già individuato ambiti concreti in cui l’AI può generare valore, mentre il 31% sta iniziando a esplorarne il potenziale. Parallelamente, il 62% considera l’AI un’opportunità, a fronte di un 36% che si dichiara interessato ma ancora prudente. A stimolare ulteriormente l’interesse generale c’è oggi la possibilità per le pmi italiane di “affittare” anche l’IA fra i vari beni e servizi strumentali disponibili. Il noleggio operativo, un mercato che in Italia supera 1,5 miliardi di euro, si consolida come una soluzione in crescita. "Il noleggio operativo strumentale – spiega Aurelio Agnusdei, country manager di Grenke Italia - consente alle aziende di innovare senza immobilizzare capitale, garantendo al tempo stesso maggiore flessibilità e aggiornamento continuo".













