L’intelligenza artificiale entra nei flussi operativi delle piccole e medie imprese italiane, ma si ferma ancora davanti alla soglia più delicata: le decisioni finanziarie. È qui che la trasformazione digitale incontra il suo limite principale. Non nella disponibilità degli strumenti, né soltanto nel ritardo culturale, ma nella fiducia. Secondo una ricerca diffusa da Qonto, il 78% degli imprenditori non delegherebbe all’AI decisioni finanziarie. Le ragioni si dividono tra mancanza di fiducia, indicata dal 36% del campione, e volontà di mantenere un controllo diretto, scelta dal 42,3%.Lo stesso dato riappare quando si guarda ai servizi bancari. Per il 78% degli intervistati resta fondamentale poter contare su un referente umano. È un risultato che dice molto del rapporto tra pmi e innovazione finanziaria in Italia: la digitalizzazione viene accettata, usata e in molti casi apprezzata, ma non sostituisce ancora la relazione personale quando sono in gioco scelte che toccano liquidità, investimenti, pianificazione e rischio.L’indagine è stata condotta su un campione di 1.000 tra pmi e lavoratori autonomi. Il quadro che ne emerge non racconta un Paese fermo, ma un ecosistema che si muove a velocità diverse. L’adozione dell’AI cresce, l’uso delle neobank si consolida in alcune fasce d’impresa, ma la vera linea di separazione non è soltanto anagrafica. Il fattore che pesa di più è la maturità aziendale.Indice degli argomenti