| 14 Luglio 2026 11:55 |
4 minuti per la lettura
MILANO (ITALPRESS) – Nonostante la crescente diffusione delle tecnologie digitali, la gestione finanziaria delle PMI italiane resta fortemente ancorata alla fiducia nel fattore umano. Il 78% degli imprenditori non delegherebbe decisioni finanziarie all’intelligenza artificiale, sia per una mancanza di fiducia (36%), sia per la volontà di mantenere un controllo diretto (42,3%). Coerentemente, per il 78% degli intervistati è fondamentale poter contare su un referente umano nei servizi bancari, confermando come la relazione resti un pilastro centrale anche nell’era della digitalizzazione. E’ quanto emerge dalla nuova ricerca di Qonto, la soluzione di gestione finanziaria per PMI e liberi professionisti con oltre 600.000 clienti in Europa, che ha analizzato il rapporto tra aziende e professionisti italiani con la gestione delle proprie finanze, con focus su adozione dell’AI, fiducia nei servizi bancari e differenze generazionali e di maturità aziendale.
In questo contesto, la vera linea di trasformazione non è solo generazionale, ma legata alla maturità delle imprese. Le aziende con 6-10 anni di attività si confermano il segmento più dinamico, con il più alto livello di ottimismo a tre anni (sei su dieci), la maggiore adozione dell’AI (20%) e la più elevata propensione a delegare decisioni finanziarie all’intelligenza artificiale (33%). Al contrario, le startup risultano più prudenti: solo il 19,5% delle imprese con meno di due anni delegherebbe decisioni finanziarie all’AI, mentre il 43,4% dichiara esplicitamente di non fidarsi. Anche sul fronte bancario emerge con chiarezza il peso della maturità: il 27% delle imprese con 6-10 anni utilizza neobank, contro il 15% delle startup, a dimostrazione che la propensione all’innovazione cresce con l’evoluzione del business.










