PORCIA (PORDENONE) - Dalla terapia intensiva dell’ospedale di Udine a quello di Pordenone, fino al carcere in poche ore. È stata una lunga notte di indagini quella che ha portato al fermo di Fabrizio Barberini, 50 anni originario di Aprilia (Latina) residente a Porcia (Pordenone). È accusato di avere ucciso Marius Adrian Dorobantu, 59 anni, il padre della sua ex compagna intervenuto per difendere la figlia che era stata colpita da una bottigliata nella villa di via Zuccolo a Porcia venerdì pomeriggio. Ieri mattina sono scattate le manette ed è finito in cella a Pordenone: l’accusa è di omicidio volontario.

È stato il lavoro ininterrotto degli investigatori della squadra Mobile di Pordenone, con la dirigente Giusy Valenti, coordinati dal sostituto procuratore Federica Urban a permettere di chiudere il cerchio in poche ore. Il procuratore Pietro Montrone, che venerdì era sul luogo della tragedia, ieri mattina ha vistato il fermo e l’indagato è stato portato in carcere, ritenendo sussistente il pericolo di fuga. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto sarebbe nato da una forte conflittualità maturata nel contesto della separazione voluta dalla compagna convivente. Un quadro che fino a oggi non aveva dato luogo a interventi delle forze dell’ordine nell’abitazione di via Zuccolo e rispetto al quale non risultano denunce.Omicidio di Porcia, il sindaco: «Secondo episodio in pochi mesi: una ferita per tutta la comunità» LA GUARIGIONE Venerdì pomeriggio, all’arrivo dei soccorritori, Barberini era in piedi ma lamentava forti dolori. Seguendo i protocolli sanitari previsti nei casi di intervento con elisoccorso, l’uomo era stato intubato e trasferito all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine e ricoverato. Mentre il ferito veniva ricoverato, il lavoro della Procura e della polizia di Stato non si è mai fermato. Determinante, in questa fase, anche la verifica delle condizioni cliniche dell’indagato. Il medico legale Antonello Cirnelli di Portogruaro (Venezia) in contatto con il procuratore è andato personalmente intorno alle 20 all’ospedale di Udine per accertare lo stato di salute del 50enne. Gli accertamenti non evidenziavano condizioni tali da rendere necessario mantenerlo sedato. Con il primario si è così deciso di procedere al risveglio dell’uomo.Uccide il suocero a colpi di pietra: ​le urla, i soccorsi, il quartiere incredulo. «Non conosciamo la famiglia» LE DOMANDE Una volta accertato che le sue condizioni erano buone, Barberini è stato trasferito all’ospedale di Pordenone. Erano circa le tre del mattino quando è iniziato il lungo interrogatorio davanti al magistrato. Assistito dall’avvocato d’ufficio Alessandro Sperotto del foro di Pordenone, l’indagato ha risposto alle domande del pm Urban raccontando di avere agito soltanto per difendersi. Poi ha nominato un difensore di fiducia: l’avvocato Francesco Sinigoi del Foro di Velletri. Secondo la ricostruzione investigativa, l’aggressione mortale si sarebbe consumata all’esterno della villetta di via Zuccolo con una pietra di Matera che c’era in giardino. È la presunta arma del delitto che è stata sequestrata insieme alla villa, le auto, la bottiglia e altri oggetti. L’autopsia sul corpo di Marius Adrian Dorobantu potrebbe essere eseguita a metà della prossima settimana e dovrà chiarire con precisione la dinamica dei colpi e le cause esatte del decesso.Parallelamente sta prendendo forma anche un secondo filone investigativo legato ai presunti maltrattamenti in famiglia. Convivevano da 16 anni, ma negli ultimi tre ci sarebbero state violenze anche fisiche con graffi e prese per il collo. L’ex compagna di Fabrizio Barberini, oggi in un ambiente protetto con i tre figli, ha denunciato anni di maltrattamenti assistita dall’avvocato Laura Presot del Foro di Pordenone. La legale era stata contattata dalla donna già la mattina della tragedia: avevano un appuntamento alle 16 di quel pomeriggio. Ma prima è arrivata quella chiamata: «Mi ha colpito alla testa con una bottiglia». Il resto è cronaca.