PORDENONE - Sono stati convalidati l'arresto e la custodia cautelare in carcere per Fabrizio Barberini, il 50enne accusato di aver ucciso il suocero Marius Adrian Dorobantu, di 59 anni, lo scorso 29 maggio a Porcia. L'uomo aveva inferto il colpo fatale durante una lite, scoppiata tra i due perché il suocero era intervenuto in una discussione nata tra Barberini e l'ex compagna. I coniugi stanno divorziando.

L'udienza di convalida La decisione arriva dopo l’udienza di convalida durante la quale la difesa aveva avanzato richieste alternative alla detenzione, sostenendo una ricostruzione dei fatti differente rispetto all’impianto accusatorio e sollecitando misure meno afflittive, come i domiciliari o l'obbligo di dimora, per poter continuare a lavorare e sostenere economicamente l'ex compagna e i tre figli minorenni.Le indagini Intanto proseguono le attività investigative disposte dalla Procura. Nella giornata odierna è stato effettuato un sopralluogo nell’abitazione teatro dei fatti. Secondo quanto riferito dall’avvocato Giorgio Mazzuccato, che assiste l’indagato, dagli accertamenti eseguiti non sarebbero emersi nuovi elementi di rilievo. Il legale ha inoltre annunciato di avere depositato un’istanza urgente per ottenere l’autorizzazione a documentare con fotografie e riprese video le condizioni fisiche del proprio assistito all’interno del carcere. L’obiettivo, spiega la difesa, è certificare le numerose ferite riportate dall’uomo e sostenere la tesi secondo cui sarebbe stato aggredito dalla vittima prima degli eventi al centro dell’indagine.L'autopsia Sempre oggi sono iniziate all'ospedale di Pordenone gli accertamenti sul corpo della vittima. I tecnici hanno effettuato una Tac total body disposta dalla locale Procura della Repubblica. Domani, giovedì 3 giugno, gli accertamenti continueranno con l'esame autoptico sempre affidato al medico legale Antonello Cirnelli che ha il compito di chiarire le cause e l'orario della morte. Tra gli elementi che dovranno essere approfonditi figurano la tipologia e il numero delle lesioni presenti sulla salma, la loro eventuale successione temporale, la dinamica dei colpi e la compatibilità con eventuali oggetti repertati sulla scena del delitto, tra cui un collo di bottiglia e dei sassi. Le parti coinvolte nel procedimento hanno nominato i rispettivi consulenti tecnici di parte. Al consulente della Procura sono stati concessi 90 giorni per il deposito della relazione conclusiva.