L’altro fronte.31 maggio 2026 alle 00:31
Bruxelles.
È una guerra di droni e una guerra di nervi nei cieli europei. L’ultimo episodio riguarda il drone, questa volta ucraino, che ha colpito una turbina della centrale nucleare contesa di Zaporizhzhia. L’impatto ha provocato una detonazione, riferisce l’ad di Rosatom, l’agenzia russa per l’energia nucleare, Aleksei Likhachev, denunciando che le forze di Kiev hanno effettuato «il primo attacco deliberato» con droni sull’impianto. L’impatto, che per fortuna non ha lasciato feriti o danni critici, né intaccato il funzionamento della centrale o alterato i livelli di radiazioni, è avvenuto mentre al di fuori imperversava lo scontro. Nella zona, a più riprese durante la giornata, ci sono stati attacchi russi che hanno lasciato sul campo un morto. Raid anche nella zona di Sumy e in altre zone dell’Ucraina che portano a un bilancio provvisorio di almeno cinque persone che hanno perso la vita e altre 40 ferite, stando a quanto riportano le autorità locali ucraine.
La Russia ha lanciato 290 droni, 279 dei quali sono stati intercettati dalla difesa aerea ucraina, precisa l’aeronautica militare ucraina. Un’escalation che dura da giorni e che riporta l’attenzione internazionale sul conflitto ucraino. Rinfrancato dalla prospettiva di vedere a breve finalmente aperti i negoziati per l’adesione Ue e da una tenuta sul campo di battaglia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky studia le prossime mosse per uscire da una guerra diventata ormai di logoramento.












