Un drone russo ha colpito domenica 7 giugno una struttura di stoccaggio per combustibile nucleare esaurito vicino alla centrale di Chernobyl, in Ucraina. Lo riporta Reuters citando funzionari ucraini. In due dichiarazioni separate, lo stato maggiore di Kiev e l’agenzia atomica statale hanno precisato che i livelli di radiazione sono rimasti stabili e che non sono stati segnalati feriti.

Nella notte tra sabato 6 e domenica 7 giugno, gli attacchi russi con droni hanno causato due morti in Ucraina. Nella regione meridionale di Zaporizhzhia, secondo il Servizio statale di emergenza ucraino, è stato ucciso un uomo di 56 anni che lavorava come autista di minibus. La seconda vittima è un uomo di 59 anni, morto nella regione di Dnipropetrovsk, dove droni e bombe aeree russe hanno colpito due distretti. Lo ha riferito su Telegram il capo militare regionale Oleksandr Ganzha, aggiungendo che un uomo di 35 anni è rimasto ferito e che sono state danneggiate infrastrutture.

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La città di Zaporizhzhia è stata colpita durante la notte e di nuovo nella mattina di domenica 7 giugno, con un blackout parziale. Lo ha riferito il capo dell’Amministrazione militare regionale Ivan Fedorov, citato da Rbc Ucraina, secondo cui le forze russe hanno tentato di attaccare la regione per tutta la notte e i raid sono proseguiti anche nelle ore successive.