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E’ una guerra di droni e una guerra di nervi nei cieli europei. L’ultimo episodio riguarda il drone, questa volta ucraino, che ha colpito l’edificio una turbina della centrale nucleare nella centrale nucleare contesa di Zaporizhzhia. L’impatto ha provocato una detonazione, riferisce l’ad di Rosatom, l’agenzia russa per l’energia nucleare, Aleksei Likhachev, denunciando che le forze di Kiev hanno effettuato «il primo attacco deliberato» con droni sull'impianto.L’impatto, che per fortuna non ha lasciato feriti o danni critici, né intaccato il funzionamento della centrale o alterato i livelli di radiazioni, è avvenuto mentre al di fuori imperversava lo scontro.Nella zona, a più riprese durante la giornata, ci sono stati attacchi russi che hanno lasciato sul campo anche un morto. Raid anche nella zona di Sumy e in altre zone dell’Ucraina che portano a un bilancio provvisorio di almeno cinque persone che hanno perso la vita e altre 40 ferite, stando a quanto riportano le autorità locali ucraine.
La Russia ha lanciato 290 droni, 279 dei quali sono stati intercettati dalla difesa aerea ucraina, precisa l’aeronautica militare ucraina. Un’escalation che dura da giorni e che riporta l'attenzione internazionale sul conflitto ucraino.Rinfrancato dalla prospettiva di vedere a breve finalmente aperti i negoziati per l’adesione Ue e da una tenuta sul campo di battaglia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky studia le prossime mosse per uscire da una guerra diventata ormai sempre più di logoramento. Il leader ucraino parla di preparativi «per importanti negoziati, per ora senza divulgarne i dettagli pubblicamente».«Siamo in contatto quasi quotidianamente con gli inviati del Presidente degli Stati Uniti e con i nostri partner europei» per far avanzare la «diplomazia», precisa dopo aver una riunione speciale per fare il punto della situazione. In queste ore il clima tra Mosca e la Nato non è dei migliori.L’irruzione di ieri di un drone, identificato dall’Alleanza come di origine russa, su un edificio civile in Romania ha fatto scattare l’allerta e alimentato il sospetto che Mosca si finga distratta ma che in realtà voglia testare la reazione della Nato. Oggi il ministro degli Esteri spagnolo ha convocato l’ambasciatore russo per protestare «contro l'incursione di un drone russo in territorio rumeno ed europeo».









