Rischiano di finire a processo con l'accusa di brogli elettorali il parlamentare di Forza Italia Vito De Palma e il consigliere regionale Massimiliano Di Cuia: la Procura di Taranto ha infatti chiesto il rinvio a giudizio nei confronti dei due forzisti e di altre tre imputati. Si tratta del rappresentante di lista Alessandro Dipino e di due donne che facevano parte del seggio elettorale.Il pm Mariano Buccoliero, che ha coordinato l'inchiesta dei poliziotti della Digos agli ordini del vice questore aggiunto Paolo Favia, ha avviato l'inchiesta dopo l’esposto presentato dal collega di partito Marcello Lanotte, presidente del Consiglio comunale di Barletta: il conteggio errato dei voti, per i meccanismi dell'attuale legge elettorale, sposto il seggio di Forza Italia dal suo collegio a quello ionico. Lo scambio dei voti sarebbe materialmente avvenuto sulle tabelle di scrutinio compilate nel seggio 54 di Taranto, in cui a Forza Italia sarebbero state attribuite le 213 preferenze spettanti in realtà a Fratelli d’Italia (a cui invece sono andati i 52 voti ottenuti dagli azzurri). In questo modo, per effetto del “calcolo dei resti”, il seggio di Forza Italia è stato assegnato al capolista del collegio plurinominale Taranto/Altamura, quindi a De Palma, invece che al collegio Foggia/Bat in cui era candidato Lanotte. De Palma, quindi, lasciò il seggio regionale per volare a Montecitorio e al suo posto scattò
Presunti brogli elettorali a Taranto, chiesto il processo per De Palma e Di Cuia
La Procura di Taranto punta al rinvio a giudizio per il deputato di Forza Italia e il consigliere regionale nell'inchiesta sullo scambio di voti tra Forza Italia e Fratelli d'Italia alle Politiche del 2022










