Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 12:53
Non si trattò di un errore nel conteggio dei voti, poi corretto, a portare l’esponente Vito De Palma in Parlamento al posto del collega di partito Marcello Lanotte. Ma una vera e propria “alternazione del voto popolare”. Perché i componenti di un seggio di Taranto scambiarono di proposito i voti assegnati a Fratelli d’Italia con quelli di Forza Italia e così, il seggio che doveva essere assegnato ai berlusconiani nel collegio di Foggia/Bat, scattò a Taranto/Altamura.
Risultato: Lanotte fuori dalla Camera, De Palma eletto a Montecitorio e Massimiliano Di Cuia, anche lui berlusconiano, ripescato in Consiglio regionale per coprire lo scranno lasciato libero da De Palma con la sua elezione. C’è una guerra intestina dentro Forza Italia, giocata grazie al supporto dei componenti di un collegio di Taranto e a discapito anche di Fratelli d’Italia, dietro l’elezione dell’onorevole De Palma, ex sindaco di Ginosa ed ex consigliere regionale, alla Camera: una sorta di scippo, sostiene la procura di Taranto nell’avviso di conclusione indagini notificato a 7 persone, tra cui De Palma e Di Cuia.
Con loro risultano coinvolti anche i quattro componenti del seggio 54 di Taranto – presidente, segretaria e due scrutatrici – e un rappresentante di lista, come anticipato da Nuovo Quotidiano di Puglia e Gazzetta del Mezzogiorno. A vario titolo, il pubblico ministero Mariano Buccoliero contesta i reati di falso ideologico, alterazione del voto, induzione in errore di pubblici ufficiali e violazioni della normativa elettorale.







