«Mi sono semplicemente rifatto e basato sui verbali e sulle tabelle di scrutinio trasmesse alla Corte d'Appello di Bari e al comune di Taranto». È una delle dichiarazioni rese al pubblico ministero dal consigliere regionale di Forza Italia Massimiliano Di Cuia, accusato dalla Procura di Taranto insieme con il deputato Vito De Palma di brogli elettorali alle politiche 2022. Nei giorni scorsi il pm Buccoliero ha chiesto il rinvio a giudizio per entrambi e altre tre persone coinvolte nell'indagine: per gli inquirenti pur consapevoli di un errore nel calcolo dei voti in una sezione di Taranto, De Palma aveva «accettato» la nomina di parlamentare - ai danni del collega di partito Marcello Lanotte della Bat - lasciando il suo scranno in Regione proprio a Di Cuia.
Il conteggio errato dei voti, per i meccanismi dell'attuale legge elettorale, spostò infatti il seggio di Forza Italia dal collegio di Lanotte a quello ionico. Lo scambio dei voti sarebbe materialmente avvenuto sulle tabelle di scrutinio compilate nel seggio 54 di Taranto, in cui a Forza Italia sarebbero state attribuite le 213 preferenze spettanti in realtà a Fratelli d’Italia (a cui invece sono andati i 52 voti ottenuti dagli azzurri). In questo modo, per effetto del “calcolo dei resti”, il seggio di Forza Italia è stato assegnato al capolista del collegio plurinominale Taranto/Altamura, quindi a De Palma, invece che al collegio Foggia/Bat in cui era candidato Lanotte.






