La truffa del quishing colpisce i parcometri italiani: adesivi con QR Code falsi reindirizzano gli automobilisti su siti clone che rubano i dati bancari. Il primo caso documentato in Italia è emerso a Pesaro, ma il rischio di diffusione è nazionale. Tre semplici accorgimenti possono bastare a non cadere nella trappola.

Indice

Come funziona la truffa nel dettaglioIl caso di Pesaro il primo grande allarme italianoPerché le città italiane sono un bersaglio facileCome riconoscere un QR Code contraffatto prima di scansionarloCosa fare se avete già inserito i vostri dati

Scansionare il QR Code sul parcometro è diventato un gesto automatico, quasi inconscio: si scende dall’auto, si tira fuori lo smartphone, si inquadra il quadratino bianco e nero e si paga la sosta in pochi secondi. Veloce, comodo, senza bisogno di monete o di fare la fila.

È esattamente su questa abitudine consolidata, su questo pilota automatico quotidiano, che ha fatto leva l’ultima frontiera delle truffe digitali. Si chiama quishing: parola nata dalla fusione di QR Code e phishing, e rappresenta una delle forme di frode informatica in più rapida crescita in Europa. La sua efficacia sta tutta nella semplicità: non richiede software sofisticati, non sfrutta vulnerabilità tecniche complesse, non ha bisogno di hackerare alcun sistema. Basta un adesivo stampato e un po’ di colla.