“Abbiamo paura di ciò che non conosciamo”: il cast di 'Carmen è partita' racconta il film

Adesivi pirata incollati sopra le reali indicazioni per i pagamenti: è il quishing con cui i dati bancari finiscono dritti nei server dei criminali

Il gesto è diventato quasi automatico: scendi dall’auto, tiri fuori lo smartphone, inquadri il quadratino bianco e nero sul parcometro e paghi la sosta. Semplice, veloce, smart. Ma è proprio su questa nostra abitudine che si è abbattuta l’ultima frontiera dei ladri di dati. Si chiama "quishing" – l'unione tra Qr Code e Phishing – e il primo grande allarme in Italia arriva da Pesaro, dove i parcometri della città sono stati letteralmente "infestati" da adesivi pirata.

Il meccanismo è di una semplicità disarmante, ed è proprio questo a renderlo micidiale: i truffatori stampano degli adesivi con un QR Code e li incollano sopra quelli originali (o direttamente sulla scocca del parcometro). Così quando l’automobilista lo scansiona, non finisce sul portale del Comune, ma su una pagina web clone, creata graficamente per sembrare identica a quella ufficiale. Così i dati della carta di credito (compreso il codice di sicurezza) e persino i dati personali per "ricevere la ricevuta" finiscono dritti nei server dei criminali, pronti per essere usati o rivenduti nel dark web. E ovviamente il tutto senza pagare realmente il parcheggio (col rischio di trovarsi pure la multa)