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Un foglio sgrammaticato e un adesivo maldestro: così i malintenzionati tentano di ingannare i cittadini. Ecco i segnali per riconoscere la truffa

Consultare un menù al ristorante, ordinare al bar, pagare la sosta al parchimetro: i Qr Code sono entrati stabilmente nella vita di tutti i giorni, simbolo di comodità e rapidità. Ma quella stessa praticità sta diventando un’arma nelle mani dei truffatori. Negli ultimi mesi si moltiplicano infatti in Italia i casi di quishing, una tecnica che sfrutta i codici a matrice per condurre l’utente su siti fraudolenti, con l’obiettivo di sottrarre dati personali e denaro. Ecco cosa sta succedendo e come non cadere nell'inganno.

Le segnalazioni più recenti arrivano da Bari e Bologna. Nel capoluogo pugliese, sui parcometri sono comparsi adesivi applicati con del nastro adesivo, recanti un Qr Code e la scritta “paga online”. Una volta inquadrato, il codice indirizzava lo smartphone verso un portale che imitava quello dell’Amtab, la società di trasporti locali. L’illusione era credibile solo in apparenza: il sito, ospitato su un dominio spagnolo con estensione “.es”, non aveva nulla a che fare con il servizio ufficiale ed era progettato per catturare i dati degli utenti. A Bologna il tentativo si è rivelato ancora più maldestro. Un foglio con il logo in bianco e nero della Tper, come spiega il Corriere, corredato da un testo sgrammaticato con la dicitura "Fermate provviste e diversione", conteneva un Qr Code che rimandava a un sito truffaldino. Un espediente tanto improvvisato quanto pericoloso, che ha spinto l’azienda a mettere in guardia i passeggeri.