Un hackerRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 1 giugno 2026 – Immagina di essere davanti al computer, magari nel bel mezzo di una sessione di lavoro o mentre ti rilassi guardando un video. Improvvisamente, lo schermo si blocca. Compare una schermata minacciosa, spesso arricchita da loghi contraffatti delle forze dell'ordine o di fantomatiche agenzie di sicurezza informatica. Il messaggio è perentorio: “Il tuo dispositivo è stato bloccato da Cyber Lock per attività illegali” oppure “I tuoi file sono criptati, paga per sbloccarli”. Questa è l'essenza della truffa Cyber Lock (o screen locker / ransomware), una delle tecniche di estorsione digitale più vecchie del web, ma che continua a mietere vittime aggiornandosi costantemente nei dettagli grafici e psicologici.
Cos'è e come funziona la truffa
La truffa Cyber Lock si posiziona a metà strada tra il malware puro e l'ingegneria sociale. Esistono principalmente due varianti di questo attacco: Il finto blocco del browser (Tech Support Scam): È la versione più “leggera” ma psicologicamente d'impatto. Navigando su siti Web compromessi o cliccando su banner pubblicitari ingannevoli, si apre una pagina a tutto schermo che simula il blocco totale del pc. Spesso viene riprodotto un suono di allarme e compare un numero verde da chiamare per ricevere “assistenza tecnica”. Il Ransomware reale: In questo caso, un vero e proprio software malevolo si installa sul dispositivo. I file vengono cifrati (resi illeggibili) e l'utente visualizza una richiesta di riscatto (in bitcoin o altre criptovalute) per ottenere la chiave di sblocco. L'elemento comune è l'uso del nome “Cyber Lock” o varianti simili per dare un tono istituzionale o altamente tecnologico alla minaccia, inducendo la vittima a credere che non ci sia via d'uscita se non il pagamento.







