VENEZIA - Nonostante il provvedimento di chiusura già disposto dal Comune, il negozio aveva continuato ad alzare la saracinesca come se nulla fosse. Ma ieri mattina per quell'attività commerciale del sestiere di San Polo sono arrivati i sigilli della polizia locale, intervenuta per dare esecuzione al provvedimento legato alla violazione della cosiddetta delibera "anti-paccottiglia". A intervenire sono stati gli agenti del servizio Attività Produttive e dell'Edilizia Venezia Centro Storico e Isole, che si sono presentati all'interno del locale su disposizione della Direzione Commercio del Comune di Venezia. Al momento del sopralluogo, però, l'attività risultava ancora aperta al pubblico nonostante l'ordine di chiusura già emesso nelle scorse settimane. Da qui la decisione di procedere con la chiusura coatta del negozio, applicando i sigilli all'ingresso dell'attività e contestando inoltre una sanzione amministrativa da 5mila euro per il mancato rispetto del provvedimento comunale.
Non è tutto. Durante il controllo all'interno dell'attività gli agenti hanno trovato anche un uomo di nazionalità bengalese che stava lavorando nel negozio e che, al momento dell'identificazione, è risultato privo di documenti. Per questo motivo è stato accompagnato negli uffici del comando della polizia locale per gli accertamenti del caso e per consentire la sua identificazione. Ora saranno gli uffici comunali e la polizia locale a valutare eventuali ulteriori conseguenze amministrative legate alla vicenda del lavoratore "in nero". ANTI-PACCOTTIGLIA Il caso riaccende così i riflettori sulla battaglia che da anni il Comune porta avanti contro i negozi ritenuti non compatibili con il decoro della città storica. La delibera "anti-paccottiglia", promossa dall'assessore uscente al Commercio Sebastiano Costalonga, punta infatti a limitare la vendita di souvenir e prodotti considerati di scarso valore nelle zone più delicate e frequentate di Venezia, soprattutto lungo i percorsi turistici più battuti. Negli anni il regolamento è diventato uno degli strumenti più utilizzati dall'amministrazione comunale per tentare di frenare il proliferare di attività commerciali considerate troppo "aggressive" per il decoro della città e poco rispettose della sua identità.Sono infatti circa 276 le nuove attività di qualità che sono state aperte in questi ultimi anni alla luce della delibera "anti-paccottiglia", divenuta regolamento dopo 3 anni di sperimentazione, avviata nel 2022 nella primavera dell'anno scorso. Novanta (tra maggio 2022 e maggio 2023), 65 (tra il 2023 e il 2024), 67 (tra il 2024 e il 2025) e le più recenti 54, a cui si sommano le 166 in tutto il Comune, sono le nuove aperture registrate nell'area di tutela, a fronte di soli 5 nuovi esercizi cessati tra il 2024 e il 2025. Di questi, a livello percentuale, l'incremento maggiore in termini di aperture è avvenuto proprio nell'area in cui interviene la delibera, tra maggio 2025 e aprile 2026 arrivate al 68 per cento, mentre il restante 32 per cento ha abbracciato il resto del centro storico.








