Diminuiscono dell’83% le chiusure dei negozi di vicinato: è il primo dato che salta all’occhio guardando il monitoraggio condotto dal Comune di Venezia sugli effetti della Dcc 26/2022, la delibera cosiddetta “anti-paccottiglia” che ha introdotto misure di regolamentazione delle attività commerciali e artigianali in alcune aree del centro storico ai fini di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.
L’amministrazione cerca da tempo modalità per intervenire sulle attività apri-e-chiudi e contrastare la desertificazione commerciale, legata a doppio filo allo sfruttamento turistico. Introdotto nel post-Covid con una fase di sperimentazione triennale, il provvedimento è stato reso definitivo a maggio 2025: è vietato l’insediamento di attività «di commercio al dettaglio del settore alimentare», «artigianali/industriali di produzione», e di «preparazione e/o vendita di prodotti alimentari», a meno che non si tratti di attività di vicinato come macellerie, pescherie, prodotti agricoli, panifici e così via. Vietate anche le attività che non prevedono la presenza di personale, come lavanderie a gettoni o distributori automatici.
Non solo: gli esercizi già esistenti hanno l’obbligo di adeguare l’impatto estetico/visivo dell’esposizione merceologica al contesto urbano, secondo le misure individuate dall’amministrazione insieme all’Università Iuav che prevedono, per esempio, il divieto di esporre prodotti all’esterno del negozio.







