PAVIA Proseguono le polemiche intorno al progetto di ciclabile in via Bricchetti: ai ritardi accumulati in queste settimane, che hanno creato disagi alla viabilità, si aggiungono ora le perplessità sulla dimensioni della pista dedicata alle biciclette. Compresso in poco più di un metro di larghezza tra un cordolo in cemento (in fase di realizzazione) e il muro della stazione ferroviaria, corre l’alveo in asfalto che fra qualche settimana accoglierà la ciclabile. Per molti, un “sentiero” troppo stretto e che potrebbe mettere a rischio la sicurezza dei ciclisti. Come previsto dal progetto, approvato sotto la precedente amministrazione comunale, la pista sarà mediamente larga un metro e mezzo, e in alcuni tratti si restringerà fino a raggiungere 1,20 metri. Il decreto ministeriale 557 del 1999 prevede che per brevi tratti il limite massimo consentito possa arrivare a un metro. A norma, dunque. Eppure, come spiega Paolo Colucci della Fiab Pavia (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), in questo caso l’applicazione della regola tradisce la logica con cui era stata concepita: «Il limite di un metro – spiega – era stato introdotto per consentire la realizzazione di una ciclabile in luoghi con una morfologia particolare, in cui sono cioè presenti elementi difficilmente eliminabili per far posto alla pista. Fatta così, in quella posizione, penso che sia illegale». In via Bricchetti, come detto, la ciclabile correrà lungo il muro che costeggia la stazione e sarà divisa da un cordolo in cemento dalla carreggiata riservata ai veicoli. «Si tratta di un progetto totalmente sbagliato – continua Colucci –. La ciclabile sarà inutilizzabile, non potrà funzionare in alcun modo: è assurdo pensare di dover percorrere quel tratto in meno di un metro e mezzo di spazio». I dubbi riguardano anche la sicurezza. «Non è garantita la continuità della percorrenza in sella – dice ancora – Entrare e uscire dalla ciclabile espone i ciclisti a elevati pericoli». Di fatto, la pista di via Bricchetti si interrompe in corrispondenza degli ingressi della stazione ferroviaria. All’altezza dell’area ex Neca, invece, si trasforma in una bike line (cioè una corsia ciclabile, contrassegnata da asfalto rosso, non delimitata da cordoli e presente sulla carreggiata dei veicoli) che prosegue fino a viale Golgi. «Al posto della pista, si sarebbe dovuta realizzare una bike line lungo tutta via Bricchetti, imponendo poi dei limiti di velocità alle auto», spiega Colucci. Una bike line è invece prevista nell’altro senso di marcia, quello che porta le auto verso via Riviera. Il progetto prevede inoltre il rifacimento delle rastrelliere vicino alla stazione e la sistemazione del marciapiede sull’altro lato della strada. A quasi due mesi dal loro avvio, i lavori hanno registrato diversi ritardi. Motivo per cui la deadline, inizialmente prevista a giugno, slitterà di altre settimane. Con buona pace dei residenti, alle prese ogni giorno con una mobilità complicata dalla riduzione della carreggiata.