Oggi il congedo parentale obbligatorio per i padri, in Italia, dura appena dieci giorni. Un nuovo ddl di iniziativa popolare, presentato dal comitato Pari alla pari, propone di introdurre un congedo obbligato di cinque mesi, per ciascun genitore, non trasferibili. Sarà presentato alla Camera, poi inizierà la raccolta firme.

Immagine di repertorio.

Il tema del congedo parentale obbligatorio torna in Parlamento, anche se solo per un giorno. A febbraio, il centrodestra aveva di fatto bloccato la proposta unitaria delle opposizioni sul tema, sostenendo che non stava in piedi sul piano economico. Dalla società civile, però, arriva un'altra proposta simile: cinque mesi obbligatori di congedo, per ciascun genitore. Un periodo retribuito e non trasferibile tra i due, a cui si aggiungerebbe poi il congedo facoltativo che già esiste.

L'iniziativa è del nuovo comitato Pari alla pari: una realtà nata da associazioni ed enti del terzo settore, ma anche amministratori locali e professionisti, per riportare l'attenzione della politica sul tema. Il testo del ddl di iniziativa popolare sarà presentato alla Camera, in conferenza stampa, il 3 giugno. Poi partirà la raccolta firme per portarlo sui banchi del Parlamento. L'idea alla base del congedo parentale obbligatorio, con la stessa durata per entrambi i genitori, è chiara: spesso oggi il lavoro di cura dei figli ricade sulle madri, che così vengono penalizzate in modo strutturale in ambito lavorativo. Oggi il congedo obbligatorio è molto diverso tra i due genitori: quello di maternità dura cinque mesi – due prima del parto e tre dopo – mentre quello di paternità è appena di dieci giorni. Per questo la campagna di Pari alla pari adotta lo slogan "Dieci giorni non bastano".