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20 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 12:58
Il copione sembra essere sempre lo stesso. Come per il salario minimo la destra prima storce il naso e tira fuori possibili criticità, poi butta la palla in tribuna. Questa volta tocca alla proposta di legge unitaria delle opposizioni sul congedo parentale paritario, una norma che punta a equiparare i mesi previsti per le madri e i padri e portarlo dall’80 al 100%.
La proposta di legge a prima firma Elly Schlein e sottoscritta da tutti i leader delle opposizioni è stata adottata, un mese fa, come testo base dal comitato ristretto della Commissione Lavoro della Camera. Poi però la maggioranza ha stabilito di acquisire una relazione della Ragioneria sui costi della proposta. Secondo la destra l’impatto potrebbe essere di circa 3 miliardi l’anno. Dopo alcune settimane però il presidente della commissione Walter Rizzetto (di Fratelli d’Italia) ha comunicato che – mancando ancora la relazione tecnica del Mef sull’impatto del provvedimento – non c’erano le condizioni per votare gli emendamenti e il provvedimento sarebbe andato direttamente in Aula a Montecitorio per la discussione generale senza mandato al relatore. Una decisione che ha provocato la dura reazione delle opposizioni convinte che l’obiettivo della maggioranza che sostiene il governo di Giorgia Meloni sia quello di bloccare il testo utilizzando la questione delle coperture. Va tenuto conto che con la volontà politica le coperture possono essere trovate: considerando che il mini taglio Irpef previsto nella legge di Bilancio (che porterà ai contribuenti vantaggi limitati) ha un costo per le casse dello Stato simile, poco meno di 3 miliardi di minori entrate.














