Cinque mesi di congedo retribuito a ridosso e dopo la nascita del figlio anche per i papà.
Prende il via in commissione Lavoro alla Camera la proposta di legge unitaria delle opposizioni a prima firma Elly Schlein che chiede un'aspettativa parentale paritaria per i genitori. Dopo mesi di stallo, infatti, la proposta è stata adottata come testo base d'esame e dovrebbe dunque ora poter procedere nell'iter. Un percorso che, però, si preannuncia già ad ostacoli. La maggioranza ha infatti posto un tema di copertura delle norme e chiesto, perciò, preventivamente, un approfondimento tecnico alla Ragioneria di Stato. "Non vorremmo che l'obiettivo fosse ancora una volta buttare la palla in tribuna", sottolineano dal centrosinistra. Fatto sta che, in attesa del parere del Tesoro sulle coperture, i lavori sono ora fermi per una quindicina di giorni. "La proposta di legge Schlein - sottolinea la relatrice del provvedimento, Marta Schifone di FdI - potrebbe recare un impatto finanziario non trascurabile e quindi necessitiamo di una quantificazione degli oneri e della relativa copertura finanziaria".
Stando alle carte, in effetti, la proposta comporterebbe un costo di 3 miliardi l'anno che, nel testo delle opposizioni, viene coperto con la rimodulazione e l'eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi (Sad). In attesa della documentazione del governo il centrosinistra chiesto, per accelerare i tempi, di fissare comunque il termine per la presentazione degli emendamenti ma la richiesta non è passata in commissione. "Questa - sottolinea Arturo Scotto, capogruppo Dem nell'organismo parlamentare - è una norma di civiltà di cui il Paese ha urgentemente bisogno. Chiediamo alla destra di evitare, come ha fatto sul salario minimo e sulla settimana corta, di lavorare ad affossarlo. Sarebbe un'occasione mancata. Riportiamo al centro il Parlamento".







