Le tasse sono un incubo per gli italiani ma se si riesce ad abbassarle a chi fa del bene possono diventare un volano per tutta l’economia oltre che una promessa di paradiso (fiscale) per il benefattore. È quello su cui sta lavorando il partito della premier Giorgia Meloni, grazie a una legge il cui primo firmatario è una persona che conosce bene sia i meandri contributivi che gli ordinamenti: Giulio Tremonti.

La proposta di legge depositata alla Camera, su cui ci sarebbe già una convergenza e che a detta del più volte ministro dell’Economia ha molte chance di diventare legge entro la legislatura, è semplice e sintetica, perché prevede l’esenzione da imposte e tasse, presenti e future, per le liberalità in favore degli enti che svolgono attività di pubblico interesse e per i relativi rendimenti e proventi futuri.

Si tratta, secondo le intenzioni di Tremonti e di altri colleghi di Fratelli d’Italia, di un’evoluzione dell’8 e del 5 per mille a favore di chi sostiene il terzo settore, che sempre più – come sanno bene anche le fondazioni bancarie - si sostituisce allo Stato nelle iniziative sociali.

L"impatto economico della proposta Tremonti Ma quanto è amplia la platea di queste devoluzioni?