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Gli Stati Uniti continuano a sostenere Taiwan sul piano militare, ma le pressioni di Trump per trasferire la produzione di semiconduttori in America alimentano a Taipei il timore di perdere il proprio valore strategico. L'analisi di Stefano Pelaggi - storico, docente di Storia e Antropologia all’Università di Roma La Sapienza e fellow presso il Centre for Chinese Studies a Taipei - tratta da Appunti di Stefano Feltri.

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Quando Donald Trump è risalito a bordo dell’Air Force One per il ritorno da Pechino, il messaggio pubblico era stato confezionato con cura: nessun impegno assunto con Xi Jinping sul dossier Taiwan, soltanto l’ascolto di un monito che il leader cinese aveva voluto consegnargli di persona.

Anche al governo di Taipei era arrivato il segnale rassicurante che la policy americana, dal punto di vista formale, non era cambiata: una posizione confermata pubblicamente anche dal segretario di Stato statunitense.