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Una svolta inattesa ha ribaltato il quadro accusatorio nei confronti di F.R. e J.L., 36 e 38 anni, due cittadini dominicani fermati nelle scorse settimane a Sant’Agata del Bianco durante una perquisizione dei Carabinieri dove gli investigatori avevano individuato quella che appariva come una raffineria artigianale di cocaina. Il gip del Tribunale di Locri ha disposto la revoca della misura cautelare in carcere, ordinando l’immediata liberazione degli indagati. La decisione del giudice di Locri arriva dopo l’esito degli accertamenti tecnico scientifici del Ris di Messina, che hanno mutato il quadro indiziario iniziale. Sin dall’udienza di convalida, l’avvocato Giuseppe Zangari, difensore di fiducia dei due indagati, aveva sostenuto una ricostruzione alternativa. La difesa ha insistito affinché venissero eseguiti accertamenti tecnico chimici completi, sottolineando l’assenza di elementi certi sulla natura della sostanza, la necessità di verificare il contenuto dei panetti, la possibilità che il narcotest avesse restituito un falso positivo e la mancanza di prove di un coinvolgimento dei due uomini nel narcotraffico.
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