Pubblicato il: 26/05/2026 – 17:12
di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME Un laboratorio nascosto nelle campagne, attrezzato come una vera raffineria di cocaina: presse idrauliche, stampi, fornelli a gas, forni a microonde, lampade, materiale per il confezionamento, bilance e sacchi vuoti di acido borico. Dev’essere stata tanta la sorpresa dei carabinieri quando, nelle campagne di Sant’Agata del Bianco, nella fascia pre-aspromontana reggina, si sono trovati davanti a uno scenario che sembrava arrivare dalle foreste del Sudamerica. Ma era in Calabria.
Il blitz nelle campagne
I militari erano sulle tracce di due uomini di origine latinoamericana: Jefferson Luis Nunez Camacho (cl. ’88) e Frank Richard Junior Felix Toribio, indicato negli atti come “il chimico”. Seguendo i loro spostamenti – dopo l’acquisto di 200 chili di acido borico a Pescara – gli investigatori sono arrivati fino alla Locride, dove è stato scoperto un laboratorio clandestino destinato, secondo l’accusa, alla lavorazione e al confezionamento della cocaina. A completare il quadro sono poi state le analisi dei carabinieri del Ris di Messina. Gli accertamenti hanno rilevato la presenza di tracce del principio attivo della cocaina su parte del materiale sequestrato, in particolare su una bilancia e nelle campionature prelevate da recipienti contenenti una miscela eterogenea di liquido e residui solidi. Un dato che, per gli investigatori, confermerebbe la natura del sito: non un semplice deposito, ma un luogo di lavorazione attiva.









