Tutti con Gianassi. Ma l’assemblea Pd che ne ha sancito l’elezione a segretario fino ha al congresso di ottobre ha lasciato il segno soprattutto per le frecciate tra il governatore Eugenio Giani e la sindaca Sara Funaro. Le scintille si sono accese per le parole pungenti arrivate da ambo le parti. Frasi che sembrano ricalcare un copione ben preciso. Da una parte Giani, in pressing sulla sindaca esortata in maniera neanche troppo velata a fissare obiettivi chiari e a intraprendere un’azione più incisiva. Dall’altra Funaro, che non sembra più intenzionata a digerire altre invasioni di campo da parte del governatore. "Penso che il partito abbia un ruolo diverso dall’amministrazione – le parole di ieri della sindaca –. Deve stare sul territorio, ascoltare gli iscritti, i cittadini: non deve essere schiacciato sull’amministrazione, ma essere una parte con cui confrontarsi costantemente. Sono sicura che Federico lo farà".
A Gianassi dunque il compito di serrare i ranghi in nome della convergenza ritrovata. "Vogliamo essere un partito forte, autorevole, radicato, incalzante e unito – sottolinea il neo segretario –. Non saremo il partito dei retroscena, dei veti e dei pregiudizi. Dobbiamo rafforzare la nostra organizzazione a partire dai circoli, valorizzando assemblee e strumenti di partecipazione". L’agenda è tracciata: "Entro 10 giorni incontrerò tutti i livelli del partito – detta i tempi Gianassi –. Entro due settimane sarà formata la nuova segreteria e lanciamo un piano di 12 assemblee pubbliche per i prossimi mesi, la prima dedicata agli iscritti che potranno avanzare proposte e contribuire alla nuova fase". Che per Gianassi è già iniziata con la visita a Graziano Cioni: un incontro stimolante, il primo per il neo segretario, con la politica sempre al centro dei discorsi.







