Prove di unità. Rancori non ancora alle spalle ma piena convergenza su Federico Gianassi, eletto all’unanimità segretario del Partito Democratico fino al congresso di ottobre. Il Pd fiorentino come specchio della città: un cantiere aperto. Lavori in corso per tenere compatte tutte le anime – e gli attori principali – del partito. Ma intanto un segnale di convergenza: l’assemblea dem si è espressa con 112 voti a favore di Gianassi senza contrari né astenuti, nonostante alla vigilia si potesse immaginare una manciata di voti ’ribelli’. Ma dopo il placet di Giani arrivato la settimana scorsa, alla fine l’operazione Gianassi ha convinto tutti. L’ultimo braccio di ferro si è consumato nei giorni scorsi per la scelta dei suoi vice. Rigorosamente uno di area riformista come Fabio Giorgetti e una espressione dell’ala schleiniana come Angela Scaglione. Entrambi votati all’unanimità su proposta dello stesso Gianassi. Due figure con funzioni politiche che affiancheranno il neo segretario verso il congresso.
Al Galluzzo è andata in scena un’assemblea densa, decisamente spartiacque, una resa dei conti procrastinata troppo a lungo e servita soprattutto per mettere i puntini sulle ’i’ ma anche qualche punto escalamativo. Con una parola d’ordine: rilancio. In avvio il discorso commosso del segretario dimissionario Andrea Ceccarelli, seguito da un lungo applauso. Poi l’intervento di Gianassi e la sua relazione per tracciare la rotta. E infine il voto, senza sorprese, che mette tutti d’accordo e pone fine alle polemiche. Almeno per qualche minuto. Perché il congresso di ottobre è alle porte e sarà l’anticamera delle elezioni politiche del 2027, il vero ago della bilancia per pesare la tenuta del partito. Dopo il deludente 27% alle ultime regionali, un nuovo calo potrebbe davvero potrare a forti scossoni. Gli attriti escono fuori dal tappeto e diventano scintille con le dichiarazioni della sindaca Sara Funaro e del governatore toscano Eugenio Giani. Dopo le frecciate del governatore su Repubblica, la sindaca ha puntualizzato: "Bene la convergenza unanime su Gianassi. Anche chi era contrario alla fine ha votato a favore. Un partito autorevole serve a tutti, anche all’amministrazione, ma farà bene alla città. Ognuno deve fare il suo ruolo e portarlo avanti al meglio". Un concetto espresso anche da altri in platea. Il riferimento a Giani è chiaro. E il governatore ha ribattuto auspicando "un congresso di grande rilancio, sia a livello cittadino che provinciale. È giusto che in questi mesi si possa calibrare la capacità sul territorio di rivitalizzare i circoli". Poi l’appello del governatore affinché si arrivi "anche a livello comunale al campo largo verso le politiche del 2027". Uno stimolo alla giunta Funaro "che a ottobre sarà arrivata a due anni e mezzo di mandato. È giusto arrivarci con idee chiare sugli obiettivi e una valutazione forte sul fatto che ci sia una prospettiva di rilancio del partito". Ufficalmente parole rivolte alla platea ma di fatto scintille bidirezionali che faranno discutere a lungo.







