Un’esperienza di oltre quarant’anni al servizio della sala del centro cittàRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciGennaro D’Avanzo, medaglia d’oro all’accademia dei Filodrammatici di Milano nel 1976, oltre 40 anni di attività come direttore artistico del Teatro San Babila e del Teatro Nuovo, è l’anima del Villoresi. Fu forse il primo in Italia a proporre l’abbonamento a posto fisso a teatro, dal 1980, quando si compravano ancora i biglietti al botteghino volta per volta. Alla direzione del Villoresi dall’autunno del 2019, era in teatro anche durante la pandemia, offrendo piccoli sketch da riprendere con il cellulare e portare a casa per riguardarli sul divano quando non si poteva uscire: lo aveva chiamato “il teatro da asporto”. Contattando gli spettatori a uno a uno in centro a Monza, è riuscito a far affezionare al suo teatro 854 spettatori che si sono abbonati nel giro di pochi anni. "Il segreto? - racconta D’Avanzo - Io e mia moglie Monica Rugini (all’amministrazione) abbiamo messo sul piatto professionalità, passione e contatto umano con le persone per far rivivere il teatro. Ho chiesto un contributo al Comune di Monza, ma invano. È vero che siamo un teatro privato (di proprietà dei Padri Barnabini), ma svolgiamo un servizio pubblico". Gennaro D’Avanzo va a cercare le compagnie che ritiene adatte al suo pubblico e i direttori artistici vengono volentieri al Villoresi, anche a percentuale sull’incasso: "Si fidano di me e del mio lavoro - racconta -, attraverso contatti che risalgono fino a 35 anni fa. Nei decenni ho offerto occasioni di visibilità ad attori emergenti, meno noti ma talentuosi, che ho fatto conoscere al pubblico come Antonello Avallone, Antonello Costa, Marco Cavallaro e, al Teatro Nuovo, Vincenzo Salemme". D’Avanzo contratta sui prezzi con le compagnie per poter tenere tariffe calmierate per il suo pubblico, rendendo il Villoresi accattivante e competitivo rispetto ai palcoscenici milanesi. "L’intenzione - spiega - è far uscire le persone, incontrarle, portarle a teatro. Il teatro è la mia casa e qui incontro il pubblico". A Monza ancora tante persone non sono mai state a teatro e il direttore le incontra al semaforo. Racconta un aneddoto:
D’Avanzo, l’anima artistica del teatro: "Professionalità e contatto umano"
Un’esperienza di oltre quarant’anni al servizio della sala del centro città












