HomeMilanoCronacaLa mamma di Gianluca, il 22enne ucciso dalla pandilla a Milano: “Ora ho paura per la mia famiglia. Chi sa qualcosa lo dica”Lo strazio di Jenny Silvera che ha visto il figlio morire in ospedale: “I colpevoli non sono essere umani: devono essere trovati e puniti. Gianluca era un gran lavoratore, la sua vita era quella di tanti ventenni”Gianluca Ibarra Silvera, il 22enne ucciso alla stazione di Milano CertosaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici"Non trovo pace, mio figlio non c’è più. Ucciso in modo brutale da gente che non ha nulla di umano. Gli animali si sarebbero comportati meglio. Quelle sono persone cattive, senza cuore. Io chiedo giustizia: chi sa qualcosa, parli. I colpevoli devono essere trovati e puniti”. Jenny Silvera è la madre di Gianluca Ibarra Silvera, il 22enne italiano di origine ecuadoriana che è stato accoltellato martedì sera alla stazione di Milano Certosa. Fatale un fendente alla gamba che probabilmente gli ha reciso l’arteria femorale. Inutile la corsa disperata al Fatebenefratelli per salvargli la vita. «E ora ho paura», dice la madre. La polizia scientifica mercoledì mattina alla stazione di Milano Certosa

Per quale motivo?

"Ho paura per la mia famiglia, per tutti noi, per l’altro mio figlio (più piccolo di Gianluca, ndr) che era presente al momento dell’aggressione. Le persone che hanno ucciso Gianluca hanno mostrato di non avere scrupoli, sono pericolose. Io mi auguro che vengano trovate al più presto e che non possano più fare del male a nessuno. E vorrei anche che nessuno dica più menzogne su mio figlio. Ho letto e sentito di tutto in questi giorni, qualcuno ha addirittura insinuato fosse parte di una pandilla ma è falso: mio figlio era un lavoratore, soprattutto era una persona gentile, brava, ben educata. Io gli ho trasmesso dei valori. Solo chi lo ha conosciuto davvero può parlare di lui, può dire chi era. E mi riferisco a noi familiari, ai suoi amici, ai suoi ex compagni di scuola e ai loro genitori, ai professori... Loro sanno che persona era. Io non ne posso più di sentire falsità. Sono già ferita e certe parole aumentano il mio dolore. E poi c’è anche altro, che chiedo”.