Se c’è una manifestazione architettonica di ciò che avviene nella mente di Donald Trump è quella che sta prendendo forma sulla spianata monumentale nel centro di Washinton. Davanti alla Casa bianca, trasfigurata dalle demolizioni e le ristrutturazioni ordinate dal presidente, è quasi ultimato l’allestimento della gabbia ottagonale che servirà da ring per i combattimenti di arti marziali miste previste per il 14 giugno. I combattimenti verranno organizzati da Dana White, patron della Ufc e vecchio amico del presidente dai tempi in cui promuoveva incontri nel Taj Mahal casino di Atlantic City, di proprietà di quest’ultimo.
LO SPETTACOLO gladiatorio fa parte del programma “America 250” per festeggiare il duecentocinquantesimo anniversario nazionale e soprattutto celebrerà l’ottantesimo compleanno di Trump con un’apoteosi di estetica televisiva, kitsch e sgargiante prediletta dal comandante in capo. Le luci e le gradinate di sedili per Vip serviranno a dissimulare gli effetti che un anno e mezzo di presidenza Trump ha avuto sul simbolo architettonico del potere americano. La residenza dei presidenti è quasi irriconoscibile sotto le modifiche apportate, l’indoratura, gli specchi, i marmi, travertino e granito nero aggiunti da Trump per conferirle un aspetto adeguatamente imperiale. Il rose garden di Jackie Kennnedy è stato cementificato e trasformato in cortile per banchetti in stile alberghiero. Al posto della storica East Wing costruita da Thomas Jefferson per ospitare gli uffici della First Lady e successivamente la sala proiezioni presidenziali c’è oggi una voragine in cui stanno prendendo forma le fondamenta della progettata monumentale sala da ricevimenti corazzata.









