Un comizio al posto del concerto per l’indipendenza, il volto sulle monete, il Colosseo nel South Lawn. Il processo di trasformazione del tycoon in “re folle” procede spedito a forza di simboli autocelebrativiIl processo di spettacolarizzazione delle follie dell’imperatore Trump non conosce soste, solo accelerazioni. Il presidente ha ordinato di cancellare la serie di concerti che nel Mall di Washington dovevano accompagnare la cavalcata celebrativa verso il 250esimo anniversario degli Stati Uniti, progressivamente disertati da artisti politicamente a disagio, e lo rimpiazzerà con il «più grande comizio di sempre», un «comizio che metterà fine a tutti i comizi». Tutto quello che serve, ha spiegato, Per continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Mattia FerraresiModenese, come tutti. Giornalista di Domani, scrive di politica estera e altre cose. È stato caporedattore per quattro anni. Ha lavorato per il Foglio e scrive per New York Times, Wall Street Journal, Boston Globe, Foreign Policy. Ultimo libro: I demoni della mente. Il racconto di un'epoca in cui non si ha fiducia in niente ma si crede a tutto (Mondadori)
Trump, follie di un mad king. Tutti gli show dell’egoarca
Un comizio al posto del concerto per l’indipendenza, il volto sulle monete, il Colosseo nel South Lawn. Il processo di trasformazione del tycoon in “re folle” procede spedito a forza di simboli autocelebrativi











