L’intelligenza artificiale aumenterebbe la produttività del lavoro in Italia di oltre un punto percentuale se le imprese l’adottassero in modo intensivo. Al momento però solo il 5% lo fa. A dirlo è la relazione annuale di Bankitalia presentata il 29 maggio dal Governatore, Fabio Panetta, che ha sottolineato come al momento in Italia la maggior parte delle imprese italiane usano l’intelligenza artificiale in modo troppo semplicistico, senza che questa riesca dunque a «trasformare in profondità i processi aziendali». Fabio Panetta, Governatore Bankitalia
Una peculiarità tutta italiana. Secondo, infatti, l’Eurostat nel 2025 in Italia il 16% delle aziende con 10 o più addetti usava almeno uno strumento di intelligenza artificiale, contro il 20% della media europea e il 26% della Germania. Le analisi più recenti indicano inoltre che il ritardo italiano si sta ampliando. Secondo Panetta però il tempo per recuperare il terreno perso c’è ancora visto che siamo in una fase iniziale e nelle grandi rivoluzioni tecnologiche della storia, i guadagni maggiori «sono spesso andati non a chi le ha originate ma a chi ha saputo adottarle e applicarle. È su questo terreno che si deciderà la crescita futura». Ciò non toglie che «oggi occorre agire con rapidità».
















