Si chiude con una sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste la vicenda giudiziaria che aveva coinvolto Artusa, al quale erano stati sequestrati beni per 144mila euro dai carabinieri della Stazione di Zungri (Vibo Valentia) che avevano eseguito un decreto emesso dal gip su richiesta della Procura della Repubblica di Vibo Valentia.
L’udienza preliminare si è svolta ieri davanti al gup del Tribunale di Vibo Valentia, Luca Bertola, chiamato a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura della Repubblica. Secondo l’ipotesi accusatoria, Artusa avrebbe falsamente attestato una condizione di invalidità totale e permanente, inducendo in errore l’Inps e ottenendo così pensioni e indennità assistenziali. Contestazioni formalizzate nella richiesta di rinvio a giudizio depositata dalla Procura.
Le investigazioni difensive ribaltano l’accusa
Determinante, tuttavia, è risultata l’attività difensiva svolta dall’avvocato Demetrio Procopio, unico difensore dell’imputato, che ha prodotto una serie di elementi finalizzati a dimostrare la reale condizione sanitaria del proprio assistito. Secondo quanto sostenuto dalla difesa, “Artusa è effettivamente affetto da gravi patologie ed è stato riconosciuto invalido al 100%, condizione che giustificava pienamente la percezione delle prestazioni assistenziali erogate dall’ente previdenziale”.








