Quando è stato controllato alla frontiera fra l'Italia e la Francia aveva con sé un documento falso.
Il tribunale di Torino lo ha comunque assolto per 'particolare tenuità del fatto' e la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della procura generale, dal momento che la sentenza non presentava vizi di logicità e non spettava alla Suprema Corte entrare nel merito della questione.
Il caso riguarda un 48enne nato in Algeria che era stato controllato a Bardonecchia dalla polizia nell'ambito di un servizio di contrasto all'immigrazione clandestina.
L'uomo presentò "spontaneamente" una carta di identità belga valida per l'espatrio, poi risultata falsa, e spiegò che era stato in Italia "solo di passaggio" perché "era andato a un matrimonio".
Il tribunale, che ha processato il 48enne per 'possesso o fabbricazione di documento falso', lo scorso 13 febbraio si è pronunciato per la tenuità del fatto: l'imputato non aveva precedenti penali né di polizia, il suo atteggiamento con le forze dell'ordine era stato collaborativo e la condotta era da considerarsi "occasionale".






